giovedì 22 maggio 2025

La presa per il culo delle emozioni.

 Oggi giornata soleggiata. Quasi d'incanto.

Al gruppo di sostegno di oggi la signorina con fare quasi da bidella, chiese : 

Scegliete un argomento, un appunto che vorreste fare a una persona ma che non avete avuto ancora il coraggio di domandarle o chiederle per qualsivoglia motivo.

Io cose da dire ne ho.

Ma di solito non ho paura di domandare, forse sì, con una persona che mi mette a disagio evito di interagire, per evitare.

sì. Proprio così,  per la paura di non essere compresi o per paura della reazione che tale persona potrebbe scatenare dinanzi a me.

A volte però questo l'ho fatto, quando la curiosità prevaleva sul disagio o sulla paura stessa.

Ed eccoci qui.

Il timore nell'aria avanzò come una nube pronta a togliermi il respiro.

Era lui.

L'avevo provocato volutamente. 

Avrei potuto rimanere in silenzio in quella mattinata di pranzo di due anni fa e tenere il muso giu verso la tavola. 

Invece no, avevo creato la situazione, ingenuamente senza pensare al rischio che eravamo solo io lui e il mondo che ci circondava in quella stanza, in quell'atmosfera quasi surreale che solo con il sul scivolare nero dei suoi occhi su di me, avvolgenti mi immobilizzò.

Lo schioccare dei suoi occhi sembrava quasi innaturale, come un robot che ha eseguito un comando, e tutto il suo corpo si intorpidì verso di me.

L'aria tesa, pesante quasi speravo cambiasse l'immagine di quel momento che avevo di fronte, ma non fu cosi per disgrazia mia.

I secondi passavano e li sentivo scorrere lentamente e aspri, come il rumore insopportabile delle unghie torcersi su di una lavagna.

Un silenzio orribile era. 

Come in un incubo da paralisi da sonno notturno non potei fare altro che accogliere il suo scatto d'ira senza poter reagire, ero nella realtà.

ero immobilizzato. 

La sua oscurità mi colpi . 

Ancora una volta.

 Ci avevo provato.

 Stupido sono. Un cretino.




Nessun commento:

Posta un commento