Un uragano precipitò su di me e mi disse:
hai poco tempo, spostati,
dobbiamo rimediare ancora alle tue emozioni,
che non sei in grado di contenere,
ma io annebbiato dalle ombre di lussuria edesiderio non ascoltai.
Ero stanco, quasi a ripetizione vuoto.
All'improvviso una voce si udì.
Da una luce si fece spazio tra l'oscurità
Sentii il suo calore fresco e confortante.
Era limpida e di un color roseo, tendente al bianco, osservandola con più attenzione.
E come un grande abbraccio su di me,
abbagliò con la sua forza le nubi oscure,
che tutto d'un tratto svanirono nel nulla,
spinte lontane da un vento caldo e che quasi spostandole, le bruciò in cenere.
L'uragano sparì.
Quella voce mi portò a sè, nella luce.
Voleva un confronto?
No.
Si mostrò nel momento più difficile e io ormai ero là, nell'immenso.
Non servirono parole per descrivere la sicurezza, la protezione e il conforto che ebbi entrandoci.
Ero protetto già, ma questa volta la strada era facile a smarrirsi.
Per questo, arrivò.
Poi sparì tutto e rimasi solo, per così dire.
Non lo pensai più di esserlo.
Così solo.
Triste.
Forse furono la mia disperazione e solitudine dentro di me, ad attirare l'attenzione sua.

Nessun commento:
Posta un commento