giovedì 10 settembre 2026

la divergenza dell'essere

Puoi starmi vicino .
Puoi starmi appiccicato, oppure intorno a me .
Volare intorno a me come volano i capelli al vento .
Abbracciami ti prego che ne ho bisogno.
Stammi distante che non ti gradisco troppo vicino.
Non troppo lontano ma neanche addosso.
Oppure unire le nostre diversità per renderci invincibili perché nessuno è mai troppo così da solo ma insieme si può vincere..
La lezione fa piangere ma è realtà.
Opporsi per attrarsi e creare bellezza.
Eliminarsi per soccombere all'altro fa male all'animo.

si dice così ma si fa' il contrario

Stare così.
Non vuoi sentire né vuoi parlarne.
Ma c'è.
Un discorso che ti appaga da una parte per la ricerca del tuo essere diverso e chissà cosa ancora dovrai affrontare per sentirti entusiasta del tuo operato andando incontro a una situazione che ti spaventa ma forse ti appagherà o ti distruggerà? 
Non lo so. 
Dall'altra la malinconia, degli affetti delle tue giornate, che senti distaccarsi come un filo spinato che ti crea attrito nel tuo essere e cerchi di non sentirlo.
Captare dolcezza talvolta che ripensando alle ultime t distrugge perché pensi perché tutto ciò sta avvenendo ? 
La paralisi di una mente che si fissa sul dettaglio che è stato detto e non si ferma ed esplora possibili scenari.
Quindi futuro? O quello che volevi ? 
O nessuna delle due e rimarrà nella tua mente ? 
Per stare meglio libera la mente .
Ma io non posso .
Sono impossibilitato a farlo .
E perciò continuerò a esprimere i miei dubbi e le mie non certezze inventate anche se rimarranno dentro di me .
Dentro l'impossibile che ancora non mi spiego.

la ricerca

La ricerca di te stesso da dove parte ? 
Dal passato? 
Dal presente ?
Dal tuo futuro ? 
No. Parte dalle emozioni che hanno creato il tuo te , emozioni suggerite dalle esperienze che riempiono la nostra esistenza.
Belle e brutte.
Quanta malinconia provi ti servirà a essere più forte in futuro dentro di te quando capiterà qualcosa di complesso da affrontare.
Quanta più gioia provi in quell'istante ti darà la forza quando avrai paura di perdere qualcosa di importante.
Quanta rabbia proverai ti servirà a evitare di essere precipitoso con questo tipo di sentimenti perché sono emozioni sbagliate da provare.
Però quando c'è loverthinking e questo cervello macina tutto il tempo sulla stessa questione in diversi scenari possibili forse hai predetto il futuro , forse hai visto quello che volevi immaginarti tu.
Pensare non sempre è vedere.
Vedere al contrario è sempre verità.
Peccato che le mie emozioni non possano farsi vedere fisicamente prendendo forma.
A volte sarebbe utile 

un terreno

Avere terra significa avere connessioni.
il roseto lo sapeva e così espanse le sue radici assieme alle sue rose che andavano crescendo in tutta la loro bellezza.
Però dettagli da considerare.
Il roseto aveva messo radici vicino a un albero di noce e si stava  piano piano intossicando, come un raffreddore.
Il noce chissà da quanto tempo era li.
Ma io roseto potevo coesistere.
Radici mie nel vaso e assieme si creò un giardino variegato.
Come è giusto che sia .

una scatola vuota di sentimento

Un filo che da dritto si torce e si incasina.
Le persone che mi parlano della mia empatia come se fosse un piatto di pasta fredda.
Le persone che cercano il difetto e stringono nella morsa del loro ruolo me, come un insetto da schiacciare sotto le scarpe.
Paure dall'esterno che si rendono necessarie alla mia messa alla prova perché è stato deciso così .
Paure che in questo frangente non mi sento pronto ad affrontare.
Perché quando l'insetto si schiaccia l'entusiasmo manca assieme a tutto il resto .
E così mi chiedo perché mai tutto ciò quando la luce dovrebbe trionfare si riempie di oscurità nefasta ? 

sabato 31 maggio 2025

Consiglio

 Entrare si, mi fa bene. 

Come diceva qualcuno "e luce fù"

l'amore però oltre a far bene può anche far molto male.

Forse per una serie di queste motivazioni  non mi addentrai troppo vicino a quella luce . 



Distinguere l'amore provato e calpestato dalle persone dal bene e dalla positività che alcune persone sono in grado di darti. 

Come sono pronte le persone ad accoglierti:

di solito si fanno strada vicino a me approfittatori e falsi mercanti di gioie,

vampiri energetici, ti svuotano e quando sei impossibilitato anche per una sola volta a donare o ad alimentare le loro richieste si fanno violenti e poco a poco se non da subito si ritirano.

Che senso di vuoto. 

Ma davvero ho perso cosi tanto tempo e fatiche a far apparire il sorriso su persone che non se lo meritavano neanche lontanamente? 


Altresì persone fantastiche che ti rincuorano l'anima, uguali come fratelli e sorelle.

Io davo e mi sforzavo di accontentarle, ma qui con loro non era previsto un ricambio d'obbligo.

Per questo parlo di persone come fratelli e sorelle.

Mi erano vicine e mi aiutavano senza aver domandato nulla in cambio.

Eravamo noi.

Ma io,  mi ero messo in mezzo a un torneo di calcio di gente che con me non c'entrava proprio nulla.

E poi quante palle, senza parlare dei tornei di calcio.

Volavano uguali al pallone in mezzo al campo da gioco.

Pronte ad accattivarsi la tua fiducia e poi gettarti nel cestino quando non era più comodo a loro averti vicino.

Ci sono persone e persone.

Sta a noi decidere quali seguire e quali evitare, nonostante le promesse e ritagli di vita che ti possono far visualizzare e credere. 

Persone che morirebbero per te.

Persone vere. 

Persone illuminate.

Con la grazia e la volontà di farti del bene perchè ne sentono la necessità, come ho fatto io diverse volte, ma con quelle sbagliate.

Illuminatevi anche voi dei colori giusti da avere al proprio fianco.

Non gettate le vostre debolezze e sentimenti e soprattutto il vostro cuore nelle mani di persone che non vi meritano o che pretendono.










Un uragano

Un uragano precipitò su di me e mi disse:

hai poco tempo, spostati, 

dobbiamo rimediare ancora alle tue emozioni,

 che non sei in grado di contenere,

ma io annebbiato dalle ombre di lussuria e 

desiderio non ascoltai.

Ero stanco, quasi a ripetizione vuoto.

All'improvviso una voce si udì.

Da una luce si fece spazio tra l'oscurità

Sentii il suo calore fresco e confortante.

Era limpida e di un color roseo, tendente al bianco, osservandola con più attenzione.

E come un grande abbraccio su di me, 

abbagliò con la sua forza le nubi oscure, 

che tutto d'un tratto svanirono nel nulla,

spinte lontane da un vento caldo e che quasi spostandole, le bruciò in cenere.

L'uragano sparì.

Quella voce mi portò a sè, nella luce.

Voleva un confronto? 

No. 

Si mostrò nel momento più difficile e io ormai ero là, nell'immenso.

Non servirono parole per descrivere la sicurezza, la protezione e il conforto che ebbi entrandoci.

Ero protetto già, ma questa volta la strada era facile a smarrirsi.

Per questo, arrivò.

Poi sparì tutto e rimasi solo, per così dire.

Non lo pensai più di esserlo. 

Così solo.

Triste. 

Forse furono la mia disperazione e solitudine dentro di me, ad attirare l'attenzione sua.





lunedì 26 maggio 2025

Lettera a Salvo

Tu ed io. Sembrava scritto nelle stelle
Forse dopo essermi liberato dai miei fardelli.
Una volta per tutte.
Ci reincontreremo.
Come amici? o di più ? 
Non lo so, e prima di questa riflessione dovrò essere libero da tutto. 
Sono già per me a 2/4 del percorso. 
Sai qual'è il più grande segreto nonchè chiave per stare bene ?
L'amore. 
Che ho vissuto con te e lo sto ritrovando nella natura, ovvero nostro signore. 
La piu grande forza della terra, l'amore. 

Ieri sera, ti sognai. 

Sogni che mi fanno star male e bene, perchè io son sempre stato pronto ad accoglierti, nonostante trascurassi me stesso e la mia salute, io volevo te.
Rivivere la nostra forza mi fa stare bene e male allo stesso tempo. 

Stavo lavorando ero in negozio da silvia , (chi se la dimentica ) 
Eri entrato con un mazzo di fiori meravigliosi e sul tuo volto la luce di un cuore grande, 
che si posò prima suoi miei occhi e poi mi travolse interamente. 
Non si può comprare l'amore, o c'è o non c'è . 
Eravamo come due luci scintillanti . 
I tuoi abbracci assieme alle mie lacrime di gioia.

Quanto di questo mi manca? Troppo.

 


Forse l'albero che sognasti in passato significava la mia rinascita imminente. 

Le radici sono spuntate e tra qualche mese quell'albero fiorirà. 

E sai cosa penso ? 
Che se era cosi autentico in passato nonostante la mia debolezza ingrata, quando sarò pronto ad uscire sarà immenso e ancora più autentico.
Perché vedi, io il cuore ce l'ho sempre avuto anche in quella situazione.
E ti confido che non ha mai smesso di battere per te.


domenica 25 maggio 2025

Un'aurea cieca

 Viviamo.

Viviamo per qualcuno? 

Viviamo  per il nostro essere? 

Viviamo per un progetto? 

Viviamo per lavorare ?

Vivere per addormentarsi io, direi, sinceramente.

sognare e non coesistere più con la realtà.

Facile, come opzione.

Tutto scompare, in un mondo creato da te, su misura per te. 

Peccato il ritorno alla realtà.

Vi svelo un segreto, possiamo essere in una senza abbandonare l'altra. 

Laltra realtà è semplicemente intorno a noi. 


Tutto ciò rallenta il  saper comprendere e il non voler affrontare quello che c'è intorno a noi, ma questo viaggio porta con sé anche dei vantaggi, sfumature, che ad altre persone sfuggono, e possono rappresentare un valido aiuto e un ancora per così dire, anche nelle situazioni più torbide e aspre.

Il mio viaggio inizia qui, nel mio mondo che vorrei, ma per entrare vi chiedo di chiudere gli occhi per un attimo e sentirvi il corpo leggero come una piuma e che tutto a un tratto voli, travolto da un vento d'aria fredda che avanzando, poco a poco diventa calda.


L'aurea rosa di quel sole giallo che ti scalda il cuore.


Sono qui, trasportato da una canoa composta da vari intrecci di fiori e foglie che paiono remare per me al mio posto su questo fiume blu e azzurro infinito.


Il tuo riflesso nell'acqua che scorre, che ti aiuta a guardarti da dentro, e ti rasserena l'animo, perché non 

hai nulla da temere e rimproverarti, una volta che ti sei specchiato in tutto e per tutto, l'acqua attraversando le tue varie immagini di te, ti bagna e purifica, senza giudizio alcuno.

per questo ci si specchia da dentro e non da fuori su questo fiume, il confronto è permesso a tutti. 

Senza eccezioni.

Non posso fermarmi nè decidere di velocizzare, loro mi guidano per me, nel posto giusto.



Santi fiori e natura che per l'eternità ci guida, anche se non sempre siamo in grado di poterla capire o ascoltare.

Ascoltare quel silenzio quando poggiate i piedi nudi sull'erba bagnata dalla rugiada del mattino.

E' un sentore. 

Come un intersecarsi di connessioni e brividi che la nostra madre terra presenta, e che la maggior parte di noi dimentica o peggio ignora addirittura l'esistenza.

Ma madre natura c'è sempre stata, c'è tutt'ora e continuerà a esserci finchè il mondo stesso esisterà così come lo conosciamo oggi.

Ma questo molti di noi lo sapevano già, giusto ?

Questa è realtà e non finzione.

L'abilità per comprendere ciò, a tutti noi è permessa di usarla, anche nei momenti più bui e tristi.

Un valido rifugio e conforto che non tutti sapevano di avere.

Poi certo, ho descritto prima tutto ciò perchè la chiave per entrare nel mio mondo la trovi proprio in lei, 

la Natura.













giovedì 22 maggio 2025

La presa per il culo delle emozioni.

 Oggi giornata soleggiata. Quasi d'incanto.

Al gruppo di sostegno di oggi la signorina con fare quasi da bidella, chiese : 

Scegliete un argomento, un appunto che vorreste fare a una persona ma che non avete avuto ancora il coraggio di domandarle o chiederle per qualsivoglia motivo.

Io cose da dire ne ho.

Ma di solito non ho paura di domandare, forse sì, con una persona che mi mette a disagio evito di interagire, per evitare.

sì. Proprio così,  per la paura di non essere compresi o per paura della reazione che tale persona potrebbe scatenare dinanzi a me.

A volte però questo l'ho fatto, quando la curiosità prevaleva sul disagio o sulla paura stessa.

Ed eccoci qui.

Il timore nell'aria avanzò come una nube pronta a togliermi il respiro.

Era lui.

L'avevo provocato volutamente. 

Avrei potuto rimanere in silenzio in quella mattinata di pranzo di due anni fa e tenere il muso giu verso la tavola. 

Invece no, avevo creato la situazione, ingenuamente senza pensare al rischio che eravamo solo io lui e il mondo che ci circondava in quella stanza, in quell'atmosfera quasi surreale che solo con il sul scivolare nero dei suoi occhi su di me, avvolgenti mi immobilizzò.

Lo schioccare dei suoi occhi sembrava quasi innaturale, come un robot che ha eseguito un comando, e tutto il suo corpo si intorpidì verso di me.

L'aria tesa, pesante quasi speravo cambiasse l'immagine di quel momento che avevo di fronte, ma non fu cosi per disgrazia mia.

I secondi passavano e li sentivo scorrere lentamente e aspri, come il rumore insopportabile delle unghie torcersi su di una lavagna.

Un silenzio orribile era. 

Come in un incubo da paralisi da sonno notturno non potei fare altro che accogliere il suo scatto d'ira senza poter reagire, ero nella realtà.

ero immobilizzato. 

La sua oscurità mi colpi . 

Ancora una volta.

 Ci avevo provato.

 Stupido sono. Un cretino.




martedì 20 maggio 2025

Ti chiedo scusa

Eccomi qua.
A pensare al mio futuro.
A quello che verrà.
A quello che sarò.
Alle cose in più che farò.
Sarà complicato e difficile.
Questo peso addosso che nonostante la mia voglia mi feci scivolare giù e lo gettai.
Ho sempre avuto un cuore.
L'ho preso a calci troppo spesso.
Annullare le emozioni non serve a nulla .
Prima o poi bisognerà affrontarle.
Adesso che i miei vecchi trascorsi infantili che per alcuni erano solo mie fantasie sono stati riconosciuti da tutti cambiando le espressioni facciali dal normale allo schifo con conseguente nascita di scuse e paradossi di scuse, mi sento di averlo concluso un capitolo della mia vita .
E posso guardare oltre.
I sogni li avrò sempre in prima persona .
Le loro facce nei miei ricordi non ci resteranno perché come un asino che si scusa e poi torna indietro parlando ancora come un gufo a ripetizione descrivendomi  (so già che accadrà) non mi interessano .
Mi interessava solamente il loro schifarsi di lui dinanzi a me .
Ho vinto anche se non ho concluso, ho ottenuto quello che volevo .



giovedì 24 aprile 2025

Sogna

Sogna 

Più che il dolore di non avere risposta alcuna alle mie tristezze malinconiche cosa c’è di più forte ?
Cosa esiste?
Quale sarebbe la risposta al suo silenzio ? 
Dopo tutto ciò, l’emozione che segue sarebbe la rabbia. 
Ma io non sono fatto per questa emozione, almeno non ora.
Il plagiarmi dinanzi all’indifferenza anche no.
Apriamo un’altra via. 
La via dei sogni. 
Perché in ogni caso e qualunque momento a tutti è permesso sognare.
Sognare piaceri ,come quando in spiaggia portando all’indietro il capo ti accarezza il viso il vento del mare.
Sognare l’Eden e ritrovarsi a non riuscire a descrivere oggettivamente di che colore sia la luce del cielo. Rosa? Gialla? Bianca?
La porta si aprì.
Un calore che mi abbraccia assieme alla rugiada dei fiori arrivati addosso a me per accogliermi.
L’erba che calpestavo era fresca.
E poi si,  c’era una scala a chiocciola di ferro, adornata da un’edera soffocata da tutti i tipi di fiori e colori possibili.
L’orizzonte che non esisteva, solo un grande verde prato, colorato.
Mentre salivo la luce aumentava con un tono rosa - giallo, il benessere in crescita a ogni gradino.
In cima un tavolo e due sedie.
L’edera non sfuggiva a nessuno degli oggetti presenti a parte me.
Quasi come se si volesse impadronire di tutto quello che c’era con la sua presenza.
Una sedia vuota e l’altra una signora bionda girata verso l’infinita luce.
Ti stavo aspettando disse.
Sembrava mia madre.
Invece no era lei, la mia amata nonna.
Era più giovane e in forze, come si girava anche i fiori attorno assieme alla luce si voltarono, cambiando tonalità dall’arancio al rosa.
Fu magnifico .
Mi svegliai con a fianco il cuscino vuoto ma caldo e abbagliato da quella stessa luce che in quel momento entrò dalla finestra.
Rimasi in silenzio a pensare.
A guardare .
Durò poco, circa due minuti .
Buongiorno, la giornata era appena iniziata.








Listen to :

Is there anybody out there? 

Pink Floyd - The wall


martedì 22 aprile 2025

la perfidia

La perfidia.
Un nodo in gola tanto stretto qunto sgradevole. 

Otto mesi di amicizia. 

Quando la sento mi provoca nausea e paura, rigetto. 

Quasi incredulo che uno possa godere e divertirsi delle disgrazie altrui. 

L'inganno? O forse non da subito? 

Non m'importa. 

La mia fiducia e l'aiuto, la mia persona offesa e maltrattata pure, nonché raggirata. 
Un film che per fortuna è finito. 
La gente giudica. 
La gente scruta possibilità ovunque. 
La cattiveria in più pensieri in una ragnatela di invidie e raggiri che disprezzo e quelle frasi quando ho inteso il tutto che mi rievocano vecchi ricordi che fanno male. 
Parole che un'altra persona mi disse in infanzia. 

E poi ci sono io. 
Un deficente. 

Quella luce, la mia presenza, la consumate e non tutti sono degni di averla. 
Perché io sono impossibilitato a ricevere prima di dare, almeno pare così. 
Di solito non mi aspetto un ricambio dalle persone, ma pretendo rispetto. 
Io non decido di essere gradevole o comportarmi bene per un motivo. 
Lo faccio e basta perché sono così. 

Non lo capirò mai. 

A starci pure male per gli altri ma tu Gió, mi hai fatto spegnere direttamente la candela per tutti in futuro. 
Almeno a qualcosa è servito conoscerci. 
Magari è la volta buona che imparerò quanto possa essere importante ignorare. 
Giusto perché penso troppo. 
Basta macinare. 

Ancora

Si ancora tu.

Si parla ancora di te. 

Anche quando non dovrei. 

Ma ho bisogno di scriverlo. 

Ho bisogno di te. 

Sopratutto ora che sono arrivato a prendere delle decisioni e riflettere,
sempre per rispetto e amore di chi ho avuto, ho e vorrei vicino e poi forse anche per me. 
Sono arrivato a dover pensare laddove solo al pensiero mi sarei volentieri gettato.
Ma ora penso sempre troppo e per fortuna  il tuo ricordo di vederti stare bene tuo mi tiene.
Non ci siamo capiti l'ultima volta e intesi. 
Lasciati male. 
Come un puzzle non finito che ha bisogno di aiuto. 
Ma solo di quello nostro, non degli altri. 
Quella cosa che si crea può portarci oltre oppure abbatterci. 
Mancanza di giudizio, limiti, dubbi, paure. 
Abbiamo sbagliato ma non posso tenermi vivo solo il passato. 
Il ricordo. Non mi basta. 

Mi basteresti tu, sorridente di fianco al mio cuscino. 

Ho detto che non volevo più rivederti. 

Avevo detto. 

Ero arrabbiato di chi si burla dei miei/nostri sogni descrivendoli senza tatto. 

Senza la minima cura. 

Ma la gente cosa sà?
Nulla e tantomeno in quelle situazioni. 

Divertimento o qualsiasi altra cosa, siamo noi. 
Gli altri possono ballare in pista , ma alla fine di ogni danza rimane una coppia sola.

Quella macchina gialla che andava di notte in giro guardando il mondo da prospettive diverse. 
Ricordi? 
Di quello ho bisogno. 

Anche in quell'occasione era iniziata male per altri. 

Altre persone. 

Ma lho dimenticato appena preso in salvo da te. 
Lodi era altresì più interessante come ballo, peccato che non stavo al passo.
Può capitare dai. 

Ma non dimentico tutto il resto. 

Ho mostrato forse parti di me poco piacevoli, ma anche il contrario, che spesso rimane come dei momenti finestra della serata, vorrei che fosse per intero così. 

Sarà strano. Forse anche per te. 

Tutto questo interesse, troppe parole. 
Per stare qui io ho bisogno di veder felici le persone soprattutto te. 
Il contrario lo sai già. 

Ciao 



domenica 2 febbraio 2025

bambolo

Amico, futuro compagno, amante, non saprei.
Conosciuto con l'insicurezza negli occhi e un passatempo alquanto diverso dai miei.
Pensando e ripensando di non poter essere di mio interesse.
Pensando a tante cose. 
Cose che pensavi perché era la prima sera che mi vedevi.
Forse la cose in sé dà e poi ti toglie . Come sempre . 
Conoscersi così è una cosa , viverti diversamente vorrei.
Certo che ci penso .
Me l'hai chiesto ma lo pensavo già.
Non sono innamorato, voglio conoscerti meglio e anche senza bivacchi del solito tipo. 
Forse si io voglio bene sempre. 
Ma rischio sempre di rimanere schiantato .


Sei a modo tuo tenero forse a volte impaurito.
Forse incompatibili o forse no .
Che importa . Viviamo. Il tempo passa e non torna.
Sta solo a noi decidere chi si merita il nostro tempo, il nostro affetto, il nostro vivere.
Possono esserci tante situazioni.
Non per forza una routine di coppia.
Una cosa la so .
Quello che sarà mi farà bene.
E spero che fino adesso malgrado qualche scivolone si possa riflettere sul presente  con gli occhi al futuro .ti voglio bene.


mercoledì 15 gennaio 2025

riflessi

Stanotte la luna piena.
Mi guardò e disse: quante notti dovrai ancora passare nel vuoto totale? 
Io architetto di favole e incubi non risposi.
La luna sapeva tutto.
E sapeva che stavo male ancora pensando a lui.
Cosa ha vinto tra la paura e l'amore?
Paura di vivere o di pensare?
Amare te ogni giorno di più senza amare me stesso.
Disprezzo e follia si alternano.
I giorni passano e la paura che ho di me si fa più grande che non riesco più a descrivermi o sapere chi sono.
Perché non volevo vedere.
Avevo già visto troppo.
E per me tutto era troppo.
Già da bambino.

Forse paura di affrontare prima se stessi e poi gli altri.
Fa niente, passerà.
E ricorderò.
Forse ti rivedrò, e se non succederà lo immaginerò.
Perché di tante immagini, la tua è quella più bella che ho perso.

domenica 30 giugno 2024

Quello che mi manca

Solo a me ? No a tutti.
La voglia di stare bene.
Quell'abbraccio e quella stretta forte su di me a farmi compagnia quasi come a dirmi siamo in due e non sei più solo tu.
Il calore del sole.
Il suono del mare.

Il mare che riscalda  e scuote gli scogli con le sue parole, troppo rigidi e spioventi rimasti lì ad ammirare l'immenso per troppo tempo.

Quelle parole nell'orecchio che mi sussurravi mentre provavo a dormire.
La certezza dopo tanto disordine.

La voglia di luce, 
quella luce che era per noi,
ed eravamo noi soltanto.

È stato davvero tutto inutile? 

Forse si, forse no.
Forse era troppo bello credere che durasse ma io lo sento, e non voglio staccarmene.

Eravamo come avere addosso uno specchio.
Io aiutai a fare risplendere il tuo all'inizio.
Io brillai assieme a te.
Le tue crepe si dissolsero e per un po' di tempo non mi accorsi che mentre ti aiutavo dall'altra distrussi entrambe perché poi arrivarono le mie di crepe.
Le avevo coperte.
Troppo bene, incurante che i sentimenti a lungo andare andarono a togliere tutto quanto e rimasi scoperto .

Tu t spaventai.

Non potendo in alcun modo soprassedere a tutto ciò perché forse era troppo ? 
Un qualcosa che di nero ti avvolge e che non t molla più come un velo sottile.
Ero stato bravo a fingere.
Sentirmi come un altro era l'unico modo che avevo di non sentirmi male all'inizio . 
Dovevo farlo. Poi sono rimasto così.
Pur di non vedere tutto ciò avevo architettato il meglio e soprattutto per non provare più a mettere in gioco i sentimenti ero arrivato al punto di non volerli più provare nella mia vita.

Entrambe convivevamo con i nostri orrori.

Ma vedi, è incredibile come i pensieri incontrino gli sguardi ancora prima di parlarsi, si è già capito tutto senza dire nulla.

Io forse ero solo piu bravo a non pensarci più al momento, e scappare.
Sono bravo a scappare.
Da una città all'altra, da subito, illudendomi che il cambiamento avrebbe risolto, si ma non completamente, soprattutto negli anni.
La distanza aiuta moltissimo ma non potevo nascondere i pensieri e le paure.

Allora decisi di porre rimedio anche a questo.

Sbagliando ancora, più di prima.
Era tutto ancora dentro di me.
Ben nascosto. Volevo così .

La mia sicurezza era la mia protezione.
Poco tempo fa ho deciso di affrontare la cosa di petto, senza se e senza ma.

Con te sono riuscito a staccarti da tutto ciò che ti faceva male , ora io quasi speravo in te . Ma non è così .

Forse se incontrassi un altro me, mi meraviglierei della voglia di salvare il prossimo.
Ma come sempre dovrò pensarci io da solo o meglio dire, farlo essendo me stesso e basta e non qualcun'altro perché ho paura di scatenare un tornado nel frattempo.
Un tornado che avevo riposto in un piccolo cassetto della mia memoria.
Io.










venerdì 28 giugno 2024

L'albero della vita

Tante volte penso.
Molte volte non voglio pensare e basta.
Non è facile ma neanche difficile, però bisogna pensarci .
A come vivere.
Con chi vivere.
A come porti.
A come esprimerti.
Dipende sempre dal terreno che hai a disposizione, 
dal clima,
da quello che hai intorno, 
ma anche dagli agenti esterni all'interno di quell'ambiente.
Sono tante variabili.
Ci si può sentire inadatti, 
non classificabili,
la gente intorno non ti aggrada,
ma comunque intorno a te dovrai sopportare e prendere in considerazione che le difficoltà e le differenze fanno di noi una gioia inestimabile della natura.
magari tu ulivo tra tutti quanti rimani sempre li, piantato con radici che sono troppo profonde e per quanto tu possa voler cambiare posto faresti prima ad adattarti alle circostanze .
come un'emozione pronta a cogliere il sole dell'alba  la mattina partendo a raffica e via di sopportazione nel pomeriggio e la quiete del vento di collina dinanzi al mare che ti raffresca e t spoglia di tutto cio che ti crea disagio.

Tante volte ulivo, hai avuto difficoltà, 
ma alla fine ogni stagione arriva la splendida fioritura e quanti guadagni e quante considerazioni positive, 
soprattutto quanta strada nel tempo, quanti fiori e alberi come te ma diversi per specie e abitudini hai avuto occasione di conoscere, quanti visitatori volanti hai ospitato tra i tuoi rami.
Ma anche quanta pazienza però.
Perché tu ulivo non puoi nonostante le tue radici sature di insegnamenti che hai appreso nel tempo sopportare climi rigidi e ostili, perché per quanto forte e resistente tu sia,
la tua forza ne verrebbe prosciugata,
per poi provare a riprendersi nelle prossime 2 stagioni, a stento.
È più facile per gli altri forse?
O non è facile per nessuno, caro ulivo ?
Non si sà.
E non si può sapere.
C'è chi vive per la gioia di apparire come i fiori così vanitosi che il loro momento migliore per osservarli è proprio a metà mattinata, cioè quando uno dovrebbe svegliarsi la domenica mattina col caffè in terrazza.
E noi li ossereeeviamo da anni senza renderci conto di questo miracolo che ci viene offerto ogni giorno.
Loro sono li, delicati o meno .
Vanitosi ma volenterosi di farsi conoscere per il loro lato migliore quello del sole .
Quello che tutti noi dovremmo imparare in questa vita a fare .
Certo è dura.
Di certo durante una tormenta non si mostrano rigogliosi e lasciano la vita qui, ma con che cosa? 
Con un ricordo del loro lato migliore,
soleggiante.
Pov c'è anche chi, come te caro ulivo,
raccoglie con le sue radici profonde tutto ciò che c'è e ci sarà, 
di solare o agghiacciante.
Non sarà di certo una tempesta a far cadere  e spezzare quelle radici che hanno visto la loro vita per un momento nascere dal buio per poi raccogliere le emozioni di tutti e iniziare a fare crescere i rami e poi i frutti.
E fu cosi che nacque dallombra,
 questa raccolta  e crescita di vissuti e procede con i frutti per la sua splendente e solare opera.

Sei tu caro ulivo a ricordarci:
come esistere,
come comportarci,
è la natura stessa, 
e insieme a loro noi dovremmo prenderne  esempio perché in ognuno di noi non esiste sole senza buio e viceversa.
A volte il buio prende e ci sopraffae per la maggiore, ma arriverà anche in momento della luce.
Perche spesso non puoi decidere dove essere coltivato e nascere, 
o quale terra ,
sta solo a noi stessi raggiungere gli orizzonti più remoti pur con difficoltà, ma alla fine si può fare tutto e sempre.
E voi ? 
Il vostro buio dove vi ha condotti ? 
E se no, quando credete di raggiungere la luce? 
Fin dove vi siete spinti ? 
Non lo sapremo mai.
Perché come la natura anche noi ne facciamo parte per quanto difficile possa sembrare.
Ricordatevi di osservare e figurare bene assieme ai vostri compagni di vita, e aver cura di aver lasciato dietro di sé una miriade di punti luce, tantissimi, perché la cosa importante sono le emozioni che lasciamo agli altri e tutto il resto non conta.
Vero mio caro amico Ulivo ? 

Ne hai viste e sentite e tu sei ancora lì ad osservarmi , e io osserverò te!










lunedì 3 giugno 2024

una stretta

Spesso mettiamo a dura prova noi stessi e la nostra pazienza, dinanzi ai commenti nei nostri confronti in pubblico.
Sembra che la gente abbia la capacità di affermarsi giudicandoti davanti agli altri e poi  dinanzi all'imbarazzo e alla pressione quasi scoppiamo dentro come mine.
Certo è che l'amore per le nostre passioni, i nostri lavori, la nostra forza,  di fronte a tanti commenti e critiche che piovono sovente sempre nel momento sbagliato, quasi  scompaiono o meglio li nascondiamo strada facendo.
La mia autostima crolla spesso in questo momento della mia vita, mi pare di affogare perché al di fuori dell'ambiente lavorativo mi sento come dei fucili puntati addosso, la pressione sale e la vita felice si accorcia quasi come un filo che tirandolo si spezza e riallancciandolo diventa sempre più corto.
Con questo non dico che voglia essere elogiato, ma perlomeno rispettato.
Non si diventa grandi criticando il prossimo dinanzi agli altri e questo lo so molto bene.
Pretendo solamente tranquillità e una squadra solida. 
Non ho bisogno di sentirmi sotto pressione, vorrei vedere quella morsa distendersi anziché stringersi attorno a me con lentezza.
Conosco bene le persone che amano avere aspettative mettendo in ombra gli altri.
Conosco bene le persone che amano stringere e godere di tale malessere mettendo  a rischio l'impresa stessa e il team stesso.
Cercherò di far fiorire intese