Un nodo in gola tanto stretto qunto sgradevole.
Otto mesi di amicizia.
Quando la sento mi provoca nausea e paura, rigetto.
Quasi incredulo che uno possa godere e divertirsi delle disgrazie altrui.
L'inganno? O forse non da subito?
Non m'importa.
La mia fiducia e l'aiuto, la mia persona offesa e maltrattata pure, nonché raggirata.
Un film che per fortuna è finito.
La gente giudica.
La gente scruta possibilità ovunque.
La cattiveria in più pensieri in una ragnatela di invidie e raggiri che disprezzo e quelle frasi quando ho inteso il tutto che mi rievocano vecchi ricordi che fanno male.
Parole che un'altra persona mi disse in infanzia.
E poi ci sono io.
Un deficente.
Quella luce, la mia presenza, la consumate e non tutti sono degni di averla.
Perché io sono impossibilitato a ricevere prima di dare, almeno pare così.
Di solito non mi aspetto un ricambio dalle persone, ma pretendo rispetto.
Io non decido di essere gradevole o comportarmi bene per un motivo.
Lo faccio e basta perché sono così.
Non lo capirò mai.
A starci pure male per gli altri ma tu Gió, mi hai fatto spegnere direttamente la candela per tutti in futuro.
Almeno a qualcosa è servito conoscerci.
Magari è la volta buona che imparerò quanto possa essere importante ignorare.
Giusto perché penso troppo.
Basta macinare.
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