venerdì 12 giugno 2020
sbagli
autunno
la fase 2
martedì 19 maggio 2020
Tempi
Il tuo dolce accarezzare per ricordare che sarai li, pronto ad aspettarmi.
Perché non esiste un tempo al piacere di averti accanto, ancora e ancora di più, per quanto non lo so perchè non esiste un no.
Possibile che ho dovuto aspettare così tanto per dedicarmi a te che di orari e numeri ne fai gioco?
Un gioco dove si vince in due e senza regole ma fatto di istinti e parole non dette ma sentite.
lunedì 4 maggio 2020
Cura il tuo battito
Quasi estraneo ma incorporato dalla nascita.
Quasi estraneo perché tutti ne hanno paura e non lo espongono.
Può essere solo tuo o puoi anche farne un regalo.
Così soffice e volubile.
Può cambiare i tuoi confini, ma se lo apri crea l'immenso.
Così meraviglioso e incredibilmente capace di renderti triste.
Si sogna, ma quasi si disperde in un attimo che non esisti.
Si sogna ma quasi t fa tremare da quanto batte forte e ti fá vivere.
È come una fabbrica dei sogni ma che per entrarci devi lasciarti trascinare da quell'onda colorata che ti avvolge, e che nn sai come cadrà a riva.
Quell'onda che t fá parlare di te senza parole,
perché c sei cascato dentro col sorriso, creando una melodia che tutti quanti dovremmo essere capaci di sentire e suonare.
giovedì 30 maggio 2019
Scappato e ritornato
Non è detto che quando uno ritorna sia come quando è scappato.
Se poi si scappa senza pensare di tornare ancora peggio.
Ci sono momenti in cui ti accorgi che tutto quello che hai fatto in questi anni non sia servito a niente perché in mezzo alla tua vita c'è stato un profondo impatto che ti ha distrutto.
Poi arriva anche il momento in cui fai il minimo indispensabile.
Poi ricordi i tuoi amori e passioni ma non funziona proprio tutto perfettamente come prima e allora arriva anche un momento di riflessione.
Bastavano poche parole e persone a farti rendere conto di ciò ma come tutti dicono non si smette mai di imparare.
Eravamo tutti pronti a sentir piovere critiche o elogiare il prossimo.
È bello il confronto perché è produttivo, forse in un momento di tale insicurezza era anche giusto così.
Tante volte non importa la maniera di dire le cose, importa dirle e basta.
E bisogna solo mettere in atto le cose piuttosto che aspettare.
Non guardare indietro ma avanti.
Non importa più basarsi sul passato, importa solo il presente e soprattutto lasciare che la magia sia di tutti e non solo di uno.
Ricordi, emozioni e passati servono ma per un domani migliore e non peggiore.
mercoledì 22 maggio 2019
Poche parole
il brutto delle parole
Del resto se uno è idiota è idiota e ci scappa solo la risata e non l'arrabbiatura ma questo mi dispiace per te che leggerai che non era il tipo di discorso da prendere come uscito dalla bocca di un idiota.
Bambole
Il pensiero era fermo sugli obbiettivi da raggiungere ma oltre a ciò non esisteva più nulla e il tutto si percepiva come una realtà utile ma soltanto al lavoro.
C'erano ricordi, emozioni, persone, ma prima, non ora.
Danzava nella mia mente l'idea di poter trovare la soluzione ma come afferravo il pensiero mi scappò dalle mani e il tutto finí per esaurirsi e impossibile da riaggregare, più o meno come se cadesse un barattolo di sabbia e lo si volesse ricompattare in forma sferica.
Era impossibile.
I giorni passavano e si sentiva sempre di più inadatto alla sua figura, talmente che non sopportava più l'idea di doversi guardare e così decise di rompere gli schemi e di aggiudicarsi come un premio, degli abiti diversi ma non l'aspetto.
Era lui a temere il peggio ma il peggio ormai era passato anche perché le bambole solitamente cambiano gli abiti ma non i volti di modello in modello.
venerdì 17 maggio 2019
Previtera family
Avere un cognome in comune può significare molto o niente, come nn avere nulla in comune può essere tutto.
Nella mia vita ho passato tante cose e pensare di dover ritrarre il dolore e il mio ''non voler stare'' di anni in un ora mi dispiace ma nn è possibile, soprattutto in un momento che bisognava anche decidere il come dirlo davanti a voi.
Soprattutto, il passare da un discorso all'altro non prendendo più in considerazione il primo pensando di essermi inventato tutto sinceramente il termine giusto è che sono del tutto disgustato.
Avete fatto partecipe di questo dibattito familiare anche chi non poteva porre giudizio ne tantomeno criticare la questione sminuendo il mio, in un discorso senza senso, prendendosi gioco di me e dei miei sentimenti.
Era ovvio.
In un momento soprattutto ( visto che volete dare potere alla cosa in questione nei miei riguardi in ogni occasione non dimenticate di farlo) posso dire che mi porta via le parole e mi aiuta a passare oltre al pensiero per un istante circa, piuttosto che farne di nuovi.
come e perché ?
a qualcuno importava di più della conseguenza delle mie parole piuttosto che tutto il resto.
Ah certo, dimenticavo il vostro succo del discorso.
il fatto di essere di ''essere disagiato giustifica a pieno regime la mia voglia di attirare l'attenzione inventandomi cose per trarne beneficio in ogni situazione e luogo.
ho passato il peggio da solo e ho cose più importanti da pensare piuttosto del giudizio dei familiari o degli altri.
ma se preferite così va bene l'avete già fatto.
Sinceramente nn ho intenzione di rivedervi un'altra volta perché invece che aiutare, con i vostri discorsi di famiglia in coro avete peggiorato solo di più la situazione.
mercoledì 2 gennaio 2019
Un nuovo anno
Era arrivato finalmente il giorno
Un giorno di un anno nuovo
un giorno che poteva segnare la partenza verso un nuovo inizio
Un giorno che poteva sembrare logico, automatico e conseguente al prossimo
Che segnava la fine del disfacimento
La fine di tutto
Iniziare ripartire e ricominciare.
Ricominciare in un posto nuovo e affondare nuovamente radici in un posto dove non si era mai stati prima.
Per parlare con persone diverse
Per poter essere felici
Per parlare con chi non pensa di aver ragione
Distraetevi e leggete
Era mattina ma era come se fosse notte
Io non esistevo e mi sono sentito
Non so se c'ero
Non so se ero io o qualcun altro
Ho sentito un lamento tormentato.
Era terribile.
La fine dell'esistenza si distrugge sulla tua parte di cuore più calda e la spegne come una candela affogata nel sangue e in un attimo si spegne si elimina e si scioglie su quel poco di coscienza buona e cara che ancora ti è rimasta.
Qui iniziano i sogni, con le speranze del domani.
lunedì 20 agosto 2018
Deviazioni
Tante volte vorrei non essere,
Oppure non esserci.
Non esistere.
La forza è all'apparenza.
Il male e l' incapacità di vivere,
racchiusi dentro di sé.
Il sentirsi inadatti a vivere.
E passare un momento,
dove il vivere non c'é.
È così facile capirlo.
È così difficile da cambiare.
È come un mare.
Si muove sempre.
Ma sempre lì rimane.
Ti fa stare male.
Ma sembra non esserci,
altra via che quella.
Comprendi così tanto i sentimenti,
Da non volerne più sentire.
Ti cercano,
li escludi.
Ti vogliono,
li cacci.
Li vuoi,
cambi idea.
Come cambiare il non voler essere,
ed essere tutto quello che volevi, subito.
E quando hai finito.
Sei inutile e anche inopportuno.
Altroché, sei l'inutilità in persona.
E il voler sbocciare fuori da quel destino
che ti crei da solo si fa' sempre più vivo.
Lo provi e ti osservi come fossi un bambino.
Un bambino che fa tutto perfettamente,
a parte che è pur sempre un bambino.
E i bambini non sono adulti
e non dovrebbero sostare così a lungo dentro di te.
Perché tu meriti di piu,
meriti di essere adulto
perché ormai lo sei,
e non si torna indietro.
E allora nei panni di un bambino,
la soluzione è escludere il problema.
Senza vivere.
mercoledì 20 giugno 2018
Viverla assecondando il problema, o viverla passando oltre.
A volte il nervoso c'è.
Troppe volte il nervoso c'è.
Troppe volte il nervoso ha vinto.
Troppe volte io ero il nervoso e nient'altro.
La vita c'è, la vita finisce.
Ma tu eri di più.
Una gioia di sole colorato, luminescente e vincente,su tutto, anche sulle peggiori cose.
Facevi vivere l'invivibile ai disgraziati sorridendo e nel frattempo rasserenavi l'animo dei vinti e dei deboli di polso.
Eri una donna ma con la forza di un uomo.
La tua risata, le tue parole i tuoi gesti.
Tutte cose uniche, tue e singolari al tuo essere speciale.
Eri la vita degli invisibili e la guida dei persi di mente.
Quella dolce aurea, lunatica, quasi pazza e supercolorata.
Altroché.
Non avevi bisogno di investire il tuo tempo a colorarti i capelli intorno a te, anche se li avevi neri eri il bianco, la purezza.
Avevi rivali, ma nn t conoscevano abbastanza da poter accettare l'idea che eri speciale per davvero.
Come convertire un sole rosso quasi musulmano , a una profonda luna blu induista.
Ecco che ci si stufa a concedere le proprie energie agli inutili e i mentalmente poveri di emozioni.
Ecco che quasi chi portava la luce si spegneva pensando tanto non mi meritate perché son quasi sprecata qua, volgendo al termine della sua missione aprendosi le porte di un posto fantastico e super colorato da dove lei era provenuta.
Era voluta volare via come un angelo bianco verso un posto dove solo pochi possono accedere, chiamato paradiso.
giovedì 19 ottobre 2017
Una parentesi 7.13
passa anche la voglia, di tutto, e anche di tutti.
Il lavoro cambia, si rigenera, si interpreta, si condivide.
Ormai ti avevo scelto quasi come una guida,
quello che forse mi è stato negato di avere in passato.
e finalmente ti avevo trovato.
La guida stessa mi mandò via,
anche se difficilmente ti dimenticherò.
Il lavoro è passione, e se la passione la condividi,
escono le meraviglie.
Fa niente, alla fine non ho bisogno di nessuno.
Sarebbe troppo facile e non mi piacerebbe,
anche se devo dire che il tuo percorso non faceva una piega,
e che per giunta rimasi quasi affascinato.
Fa niente, non voglio niente e nessuno,
vorrà dire che rimarrò affascinato da me,
solo e soltanto, unico, incorreggibile,
Eskil.
Come dipingere un'inverno di nero.
Avevo sei anni circa.
Vedevo solo il pavimento con gli occhi puntati verso il basso.
Si sentiva nell'aria come l'odore del mattino in montagna,
la legna e l'erba intorno erano ricoperti da una brina cristallina e anche se non la vedevo, la immaginavo.
La luce era fioca e qualcuno si sentiva: l'avanzare del passo deciso, forse troppo deciso,
sicuramente indossava uno stivale.
All'improvviso tutto cessò di esistere e in un attimo ero in piedi sul letto, qualcuno o qualcosa mi stava fissando, occhi gialli luminosi e nasi da troll, quasi si confondevano da quanto erano vicini fra loro, nel mentre alzavo lo sguardo come per sforzarmi di guardare piu in fondo a quel muro della camera che si era trasformato in un anfiteatro si intravide una sagoma.
Era come se quei piccoli osservatori si fossero uniti tra loro, c'era solo buio, ma erano spariti.
Invece no.
Alzai gli occhi al soffitto e vederli ancora, piu grandi, piu gialli, più inquietanti.
Il male mi travolse, e assieme a quello anche la coscienza, probabilmente ero svenuto.
Come dipingere un'inverno di nero,
che solo di nero sa esistere dentro di te,
anche quando eri una luce.
Aprile,
una nuova famiglia, una troupe colorata ed elegante allo stesso tempo,
io appena rientrato nel club dei single,
pulito,
ero a dir poco molto soddisfatto del risultato ottenuto.
3 traslochi, 3 posti diversi in 3 mesi,
le spese e i debiti quasi tutti saldati.
Mancavi solamente tu.
Del resto le amicizie le avevo eliminate, o meglio dire selezionate.
Da soli è perfetto,
ma non sono fatto per poter passare il tempo libero da solo, e dato che con gli amici il tempo libero si passava male avevo preso in considerazione l'idea di andare oltre.
Mi sentivo inutile al di fuori del lavoro, volevo un compagno.
Infatti mancavi solo tu,
e poco dopo averti conosciuto,
mi mancò tutto quanto insieme.
Lavoro,
persone,
sentimenti.
Eri solo tu,
eri apparso come un miraggio,
sembrava che le emozioni ti colassero dal viso come l'acqua sotto la doccia ti scivolava addosso per infrangersi per sempre sul fondo.
Ero io il tuo lui, tante volte lo ripetevi.
Io ti credevo,
eri la cosa piu bella e dolce che mi potesse capitare in quella notte che ormai si spegneva troppo in fretta con le prime luci dell'lba,
erano già le sei, ed ero ancora lontano dal lavoro.
Dovevo fare colazione,
imboccare l'autostrada ed arrivare a fuoco in negozio, come sempre del resto.
Ah che sciocco! Non mi ero reso conto.
Lui aveva già preparato la colazione,
era un Re per me in quel momento.
C'era un bel cappuccino e la brioches con tanto di mio nome sul fazzoletto,
non potevo non farla, era troppo carino come presentazione.
Non dovevo andare al lavoro mi continuava a dire.
Io lo guardai come per scherzo gli chiesi se era davvero sano di mente.
E lui rispose che non c sarei arrivato comunque quella mattina.
Mi voleva sequestrare.
Gli risposi uscendo che avevo gia passato abbastanza tempo nel suo bunker e che ero pronto a replicare.
Arrivai in negozio,
non trovavo i bottoni della camicia,
entrai in bagno a controllare: non c'erano bottoni, era assurdo.
Pensavo di averla messa al contrario, toccai dietro la schiena: nessun bottone.
Ah già nel frattempo ero tornato anche biondo e allora li capii.
Cercai di nasconderlo, ma era inevitabile.
Sopratutto, abituati al mio carisma, ritrovarmi a dire le lettere delle parole piano per paura di non rimbalzarle e storpiarle in un puzzle di frasi che avrei avuto difficoltà a comprendere io stesso.
Ci riuscivo, ma avevo un pò troppo la voce da uomo. (ahahaha).
Ecco perchè a volte è meglio saltare la colazione.
E se qualcuno che te la offre,
dice che non saresti arrivato al lavoro quel giorno vi prego non andateci.
Lavoro saltato.
Eri solo tu a potermi far dipingere,
il mio amato inverno,
di nero,
e quando pensavo di poter averti per sistemare tutto, fu allora che persi tutto.
lunedì 20 febbraio 2017
Chi ti ama non t lascia nemmeno se glielo chiedi.
Alla fine avevo pensato di farmi i cavoli miei da solo e di rendere nota questa cosa, anche se non ho avuto dei grandi risultati, cosi poi è sfociato nel voler inserire un terzo.
Sempre diverso, non poteva mai essere lo stesso.
Penso che tu sia stata l'unica persona con cui abbia dovuto ricorrere a un'eventuale piazzata con tanto di piatti rotti e pazzia perfettamente recitata..
Eh già, non c'è due senza tre.
Era a dir poco sconvolgente, va bene tutto, ma siamo fidanzati.
A mio avviso non trovo nulla di sconvolgente, se nonchè il fatto che uno dei due era il mio compagno.
Va bene finchè si è single, non mi fa impazzire come cosa, ma non c trovo nulla di male, tutto quello che uno poteva trovare disgustoso, con mille pregiudizi per il cervello lo dimentica quando apre le porte di quella casa che si chiama PIACERE.
Esatto ma il punto è: io vorrei convivere con una persona con la quale poter condividere qualcosa di piu del piacere stesso.
Certo, c'erano ben altre cose a legarci, molte, ma su quella piu importante alla fine non c'è stato piu modo di poterne parlare perchè erano i miei atteggiamenti a parlare da soli, ma questo non è successo perche è colpa tua, è stato cosi da parte mia e basta.
Capisco il dispiacere.
Non sei l'unico a soffrire, non eri il mio portalettere e credo anche di avere una certa sensibilità che mi ha portato a rimandare piu volte la questione, ma alla fine tutti i nodi vengono al pettine, e come ti dissi già un anno fa, piu avanti si va e peggio sarà dopo.
Ma che cazzo ne sà la gente?
Ah giusto.
Certo come no!
Per me può esserci la cosa x un periodo o per comunque divertirsi saltuariamente anche in quel modo.
Quelli come lui nn possono capire la differenza perché si fanno perché devono farsi, e possibilmente da soli, isolati.
Al rogo ! Eh già!
Avete capito bene, in quel negozio penso sia stato l'unico dove il mio tono di voce è stato parecchie volte troppo alto.
Pazienza lo inserirò nella lista dei possibili candidati al guinness world record del 2016.
Con il mio ex collega avevo un'intesa favolosa ma ne avevamo passate tante, forse troppe anche se nonostante le situazioni bizzarre e i mille impedimenti riuscivamo comunque a ritagliare degli attimi di felicità e divertimento durante il lungo orario di lavoro.
A volte sbagliando si impara, e forse se dovessi tornare indietro rifarei tutto uguale, piangendo, ridendo,sognando.
martedì 13 settembre 2016
Il pirata
Aveva in bocca le parole di un bambino confuso e impaurito dai troppo pensieri, suoi e degli altri.
Era li, approdato alla riva di una spiaggia sconosciuta, lì si doveva svolgere uno spettacolo di luci, colori ed emozioni.
Non c'era mai stato un raduno cosi numeroso, arrivavano persone di tutti i generi e colori, ma lui era diverso, la sua follia era sbocciata tanto quanto sarebbe diminuita una volta andato via.
Si stava benissimo.
La musica si fondeva con il piacere come l'acqua del mare scorre spostando la sabbia.
Ero cosi contento nel poter accogliere la sua richiesta che vagava in mezzo alla sua mente senza poter uscire a tal punto che decisi di tramutare in parola il suo desiderio.
Ma fui ingannato, lui era un pirata, prosciugó l'oceano con le fiamme e il suo galeone diventò un carro armato.
Tutte le belle sensazioni colorate bruciarono in mezzo alle fiamme gridando, e una volta distrutto tutto, si chiese se era davvero la cosa giusta che avrebbe dovuto fare.
Rimase solo una distesa arida e incolta, di color grigio - nero, ma dentro di me portavo ancora la melodia e il colore della notte.
Nonstante il fuoco mi avesse indebolito, e la cosa migliore che potevo fare era scappare, decisi di rischiare.
La situazione era pericolosa, il pirata in qualsiasi momento avrebbe potuto bruciarmi, ma nn lo fece.
Come un contadino sparsi quel poco di musica e colore che mi era rimasto in quella terra che ospitava ormai solo cenere, l'oceano ricomparse, e insieme anche i colori e cosi anche le emozioni che abitavano in quel posto.
Il pirata rimase sorpreso e felice dal mio gesto, si dimostrò abile nel navigare quelle acque cosi calde, così colorate, anche se lui affermò più volte di non essere esperto in acque del genere, cosi colorate, così imprevedibili.
Cresceva la notte, e la melodia, per un po' decisi di restare poi abbandonai lui e quella musica bellissima che si era impossesata di me.
Il pirata mi salutò, forse spazientito, forse pensieroso, o forse non voleva pensare, decise di rimanere su un isola.
Non era un'isola come le altre, quando decisi di far risplendere i colori e la musica sulla cenere, solo metà dell'isola fiorí come prima, nell'altra parte rimasero solamente il fuoco e la cenere.
Il pirata decise al mio abbandono di bruciare l'altra metà dell'isola rimasta fiorita, conservandone solamente un piccolo pezzo che gli sarebbe servito nel caso avesse voluto dare vita ancora una volta a quei colori che aveva deciso di eliminare per far spazio ai suoi.
E così rimase lì nellisola di fuoco e cenere, circondato da quell'oceano multicolore che solo ogni tanto osservava pensieroso assieme a quel piccolo pezzo di gioia e colore che aveva voluto conservare.
giovedì 7 aprile 2016
Elastico
Passiamo tutta la vita a rinunciare per paura di provare, poi provi ma in quel momento ti sembra di arenarti, per di più con l'impressione che tutto sia una presa in giro.
Tanto siamo tutti fighi alla fine.
Che brutti pensieri, sto perdendo tempo o è meglio investirlo?
Proviamo e allora la prossima volta dirò qualche fesseria fingendo di essere ubriaco.
Ma tanto non lo sapremo mai.
Da ubriaco fingi la stronzaggine che non ti appartiene?
Magari è una farsa.
Intanto viviamo perche tanto non mi fermeró solo davanti a te.
Pero dai non posso nemmeno essere catastrofico....
Ma lo devo essere altrimenti non sarei io.
lunedì 1 febbraio 2016
L'insoluto
In questo posto a sembrar un po' magico e un po' inconcreto.
C'era una fitta nebbia e dalla finestra si faceva fatica a intravedere il palazzo di fronte.
Decisi allora di scendere per avventurarmi in un percorso come un cieco che provava a scorgere le ombre.
I lampioni illuminavano le strade con la loro luce gialla facendo risultare ai miei occhi di percorrere un sentiero torbido, come una zucchina quando é appena stata immersa nel brodo dalla massaia.
Tuttavia pareva quasi tetro quanto divertetente allo stesso tempo.
Come se piovesse cenere a silent hill.
Questa città accoglieva qualcosa di magico, sembrava ke quando scendesse la nebbia non doveva più essere una città.
Ah si mi ero dimenticato non ero solo, c'era anche il mio lui.
Attraversando un viale alberato piuttosto corto nelle vicinanze di casa, si arrivava ad un parco sull'argine del fiume.
Era del resto il posto ideale dove portare a passeggio i cani.
Fummo colpiti da due malcapitati, e il mio lui in particolare raccolse in maggior quantità la rabbia che tali bestie avevano coltivato e rimase a terra, colpito di sorpresa, come un cieco che cerca di accorgersi delle persone accorgendo le ombre e avventurarsi in un torbido percorso di pugni e botte che di certo non si meritava.
Tornammo a casa e qui decisi di stabilire le sorti del nostro rapporto per il fatto che pretendo di essere accompagnato da qualcuno che sia in grado di difendermi e non il contrario.
Certo lui non aveva e non ha nessuna colpa se é cosi ma io dovevo fare il punto della situazione, non sono mai stato troppo simpatico ma ammetto che ciò mi diede molto fastidio ma in mezzo al dispiacere di vedere il suo volto viola lasciai da parte i miei tormentati commenti a riguardo perché nel frattempo anche l'aria, il pavimento e il suo cuore si raffreddarono con le mie parole in un silenzio a dir poco imbarazzante che riesco a creare secondo me solo io al mondo.
—Lasciar la gente con l'espressione di una gatta che trova i suoi cuccioli morti.
Solo io sono cosi bravo da goderci in queste situazioni o é una mia reazione spontanea?
Tremò tutta la casa nella mia testa di pensieri e preoccupazioni.
Non stavo facendo la cosa giusta.
E sopratutto non era giusto per lui continuare la cosa, gli avevo detto che gli avrei provocato solo del male, dolori e emozioni non ricambiate.
Poco dopo anche il lavoro diventó un problema.
Benissimo in quel momento capii di avere non uno ma due problemi.
La pressione si alzó nel momento in cui capii di essere disoccupato, ancora un attimo e forse poteva uscirne il fumo dalle orecchie.
Ormai...il mio meccanismo furia-folle si era azionato.
Scappai di casa, ero furioso, mi chiesero spiegazioni ma io non avevo intenzione di darle, niente e nessuno poteva fermarmi.









