domenica 21 giugno 2020

contraddizioni

Di giugno come un momento improbabile pensai di ripetere il mio errore.
Lo osservai attentamente.
Mi venne in contro.
Sfruttai troppo la sua comprensione.
E questa volta ho notato tutto ciò che non potevo donare a lui mentre il mio sbaglio aveva preso il sopravvento.
Era tenero.
Come un cucciolo.
Era invitante.
Come una meringa pronta per essere mangiata.
Proprio nn comprendo come abbia potuto avere così tanto tempo tempo da perdere con altro anziché con lui.
Era lì.
Pronto ad accogliermi tra le sue braccia.
La vita mi bussò alla porta e mi pone davanti lui.
Lui è la mia vita.
E con questo momento come un gioco tra il poco rispetto nei suoi confronti e la sua disponibilità a essere tollerante compresi i suoi discorsi.
Lui voleva me e assieme anche il mio cuore.
Mostrai me stesso ma c'era un intoppo.
Nn permetterò più di farlo restare in attesa del mio ritorno.
Nn è fatto per essere tra le mie lenzuola solo per colpa mia.
E soprattutto non è nella sua natura stare cosi, addormentato e raggomitolato tra il cuscino e le lenzuola.
Vivere questo attimo è stato come un preavviso di quello che dovrei donare a lui dimostrando quello che provo e per stasera non è stato sufficientemente grande per una persona che per me è tutto e motivo di interesse verso la vita stessa.
Sono al corrente che sarei in grado di dare di più e vorrei farlo per davvero.
Quando c'è un ostacolo ci si allena per eliminarlo.
Farò di tutto per te.
Sei il mio amore e vorrei trasmetterti più di quello che ti ho già fatto provare.
Donare me stesso a te e vedere il nostro tempo trascorso insieme a pieno regime.
Sono dolce anche io.
L'avrai notato.
Posso darti di più, oggi in parte non ho fatto abbastanza e me ne pento, per la persona meravigliosa che sei avrei dovuto darti il massimo.
Adesso mentre ti guardo ho visto la parte più inutile ed egoista di me che non sono, ma capita esserlo per tutto ciò.
Forse l'osservare me stesso adesso mi permette di notare quanto sia alta la dimensione del mio disprezzo verso me stesso attualmente.
Sei arrivato come una cometa e farò tutto il possibile per mantenere viva quella luce incantevole che brilla  che nn si spegnerà mai.




venerdì 12 giugno 2020

sbagli

È stato un bellissimo regalo quello di averti conosciuto.
Quanto un errore mio il fatto di mettere a nudo me stesso come il mio cuore mi ha detto di fare il giorno che ti ho parlato la prima volta .
Sembrerà affrettato ma se ti amo sono così .
I problemi ci sono ma si superano, tutti li abbiamo chi più gravi e chi meno.
La luce l'ho vista ma son riuscito a spegnerla.
Adesso che tutte le nostre cose belle sono vane è inutile anche il volerti qui con me se nn lo desideri.
Mi ha fatto sentire come una farfalla davanti a una fiamma ossidrica .
E non potevo scappare perché il fuoco già mi aveva bruciato le ali.

autunno

Come dolce e appassionato mi abbracciava sttingendomi sempre più forte come una nuvola che ti accarezza e che t avvolge con il suo vento pieno di amore e colori che parlano senza suoni.
Una musica silenziosa che da tempo nn sentivo.
Un vento caldo e fresco allo stesso tempo .
Un vento che forse non sentirò piu pe colpa di stasera.
Un vento di cui avevo fatto a meno per anni e che dopo tanto tempo mi appariva strano averlo intorno.
Strano e straziante sapere che cambierà rotta e farà andare tutte quelle navi dei miei pensieri in un mulinello che mi porterà alla conclusione che già prima di cominciare con lui volevo intraprendere.
Magari nn subito, ma succederà.

la fase 2

La fase 1 era ridurre e calmarsi al mare.
La fase 2 era conoscere lui e tornare in un posto dove le poche persone con cui ho avuto a che fare mi hanno bramato cose che nn ero intenzionato a ripetere spesso ma che sono successe per il nervoso associato a tale frequentazione obbligata: le stanze.
Io lui ormai è mio e non pensarlo tale mi distruggerà anche xké x me lui ha dato molto ma io farò altrettanto.
C'è anche da dire che quasi forse era meglio non averlo conosciuto.
Perché per il dolore potrei non voler più stare.
Lavorare e basta ormai dopo di lui non mi basta più .
Ne ho bisogno di lui.
Ho bisogno del suo sorriso .
Delle sue carezze.
Dei suoi rutti.
Delle sue fantasie.
Del suo essere uomo con degli obbiettivi.
Anche io ho dei traguardi da raggiungere.
Tante avversità sto combattendo e il fatto di mettere da parte certe persone e voler stare con lui già è qualcosa .
Anche se lui nn lo percepisce.
Io lo amo.
Lui nn lo so a questo punto.
Ho passato la vita ad aiutare mettendo da parte me stesso .
Adesso che lui è entrato nella mia vita mi prenderei volentieri cura di lui .
Ma nn lo saprà xké nn succederà.
Perché pensa solo al suo pensiero di stasera e di quanto possa essere stato amaro per me, veder distrutto tutto quanto con un'affermazione.
Lavorare e basta nn mi interessa.
Ho provato con lui la vita e vorrei fare solo quello che è molto di più .
Ok ogni tanto ho i miei alti e bassi, pure la macchina ci si è messa ....non potevo prevederlo né immaginarlo.
Dopo le ho provato la vita che dovrei fare il mio sogno di farla stando con lui è andato in frantumi come la mia voglia di non voler più stare a questo mondo .
Se nn l'avessi conosciuto avrei provato a sistemarmi ma probabilmente nn sarebbe stato entusiasmante.
Certo le mani addosso alls gente le ho avute, come la gente sclerata intorno e il lavoro che ho risolto .
Ma non mi fermerei .
Voglio solo vivere con a lui a fianco.
Un cuore tanto impiega a trovare la metà quanto poco ci mette e a spezzarsi .
E così di nuovo la mia voglia di voler stare vivo.
Per che cosa ? 
Si per me stesso ma nn sarebbe la stessa cosa.


martedì 19 maggio 2020

Tempi


Sarà un caso ma dovevi esistere.

Pure giocando a nascondino ti ho trovato.

I tuoi sorrisi. 
I tuoi occhi.

Il mio lamento travestito da risata pronto a terminare il suo percorso.

L'arte di farmi apparire quello sguardo sciocco che tanto mi mancava.
Il tuo dolce accarezzare per ricordare che sarai li, pronto ad aspettarmi.
Il pensiero fisso dello starti vicino senza interesse del tempo che passa.
Perché non esiste un tempo al piacere di averti accanto, ancora e ancora di più, per quanto non lo so perchè non esiste un no.
Possibile che ho dovuto aspettare così tanto per dedicarmi a te che di orari e numeri ne fai gioco?
Un gioco dove si vince in due e senza regole ma fatto di istinti e parole non dette ma sentite.



lunedì 4 maggio 2020

Cura il tuo battito







Quasi estraneo ma  incorporato dalla nascita.

Quasi estraneo perché tutti ne hanno paura e non lo espongono.

Può essere solo tuo o puoi anche farne un regalo.

Così soffice e volubile.

Può cambiare i tuoi confini, ma se lo apri crea l'immenso.

Così meraviglioso e incredibilmente capace di renderti triste.

Si sogna, ma quasi si disperde in un attimo che non esisti.

Si sogna ma quasi t fa tremare da quanto batte forte e ti fá vivere.

È come una fabbrica dei sogni ma che per entrarci devi lasciarti trascinare da quell'onda colorata che ti avvolge, e che nn sai come cadrà a riva.
Quell'onda che t fá parlare di te senza parole,
 perché c sei cascato dentro col sorriso, creando una melodia che tutti quanti dovremmo essere capaci di sentire e suonare.

giovedì 30 maggio 2019

Scappato e ritornato

Non è detto che quando uno ritorna sia come quando è scappato.
Se poi si scappa senza pensare di tornare ancora peggio.
Ci sono momenti in cui ti accorgi che tutto quello che hai fatto in questi anni non sia servito a niente perché in mezzo alla tua vita c'è stato un profondo impatto che ti ha distrutto.

Poi arriva anche il momento in cui fai il minimo indispensabile.

Poi ricordi i tuoi amori e passioni ma non funziona proprio tutto perfettamente come prima e allora arriva anche un momento di riflessione.

Bastavano poche parole e persone a farti rendere conto di ciò ma come tutti dicono non si smette mai di imparare.
Eravamo tutti pronti a sentir piovere critiche o elogiare il prossimo.
È bello il confronto perché è produttivo, forse in un momento di tale insicurezza era anche giusto così.
Tante volte non importa la maniera di dire le cose, importa dirle e basta.
E bisogna solo mettere in atto le cose piuttosto che aspettare.
Non guardare indietro ma avanti.
Non importa più basarsi sul passato, importa solo il presente e soprattutto lasciare che la magia sia di tutti e non solo di uno.
Ricordi, emozioni e passati servono ma per un domani migliore e non peggiore.

mercoledì 22 maggio 2019

Poche parole

Quando dicono che l'essere mostro sia dovuto alla continua esposizione a fatti negativi vi posso dire che quasi comprendo la cosa.
Dopo il dolore, si possono provare molte cose.
L'accettazione,
Il perdono,
Il dimenticare,
Il mettere in sospeso
ma se l'illusione di aver messo in chiaro i propri scheletri risultasse troppo grande come se nulla fosse, esiste un'emozione grande e spaventosa quanto il dolore ma di riflesso agli altri, che si chiama odio.

il brutto delle parole

Mi era stato chiesto un parere e  l'impegno nell'informare chi volesse sapere.
È stato detto ma non percepito.
Son stato travolto da persone che non volevano né comprendere il disagio né il curare la questione ma risolvere i loro di problemi ma mettendoci in mezzo me.
Avete errato completamente.
Così giusto per farvi più grandi di me e lasciarmi tanto piccolo così nel mio disagio.
Del resto se uno è idiota è idiota e ci scappa solo la risata e non l'arrabbiatura ma questo mi dispiace per te che leggerai che non era il tipo di discorso da prendere come uscito dalla bocca di un idiota.

Perché l'idiota prima o poi avrà occasione di travolgerti a te come è stato fatto a me.
E non avrà fine il tuo lamento quanto io ho provato in 26 anni di età.

Bambole

Sembrava come essersi incastrati in un posto senza poterne uscire.
Il pensiero era fermo sugli obbiettivi da raggiungere ma oltre a ciò non esisteva più nulla e il tutto si percepiva come una realtà utile ma soltanto al lavoro.
C'erano ricordi, emozioni, persone, ma prima, non ora.
Danzava nella mia mente l'idea di poter trovare la soluzione ma come afferravo il pensiero mi scappò dalle mani e il tutto finí per esaurirsi e impossibile da riaggregare, più o meno come se cadesse un barattolo di sabbia e lo si volesse ricompattare in forma sferica.
Era impossibile.
Tremendamente fragile,  assolutamente anonimo restò.
Era lui a dover prendere le sembianze di una persona anonima e uguale agli altri, e questo momentaneamente distrusse la sua figura speciale ed unica a sé stessa.
Solo dopo alcuni istanti nn accettò il cambiamento così radicale, così demotivante, così drastico, tanto da fare apparire ancora una volta alcuni tratti di prima ma nei panni di un anonimo, ovvero un ibrido esatto che racchiudeva al suo interno il suo essere diverso e speciale ma sempre in maniera cautamente calcolata.
Era la fine.
I giorni passavano e si sentiva  sempre di più inadatto alla sua figura, talmente che non sopportava più l'idea di doversi guardare e così decise di rompere gli schemi e di aggiudicarsi come un premio,  degli abiti diversi ma non l'aspetto.
Era lui a temere il peggio ma il peggio ormai era passato anche perché le bambole solitamente cambiano gli abiti ma non i volti di modello in modello.

venerdì 17 maggio 2019

Previtera family

Vedersi due volte all'anno per far finta di volersi bene ed essere interessati non aiuta per niente, aiuta solamente a  disperdere aria alla bocca.
Avere un cognome in comune può significare molto o niente, come nn avere nulla in comune può essere tutto.
Nella mia vita ho passato tante cose e pensare di dover ritrarre il dolore e il mio ''non voler stare'' di anni in un ora mi dispiace ma nn è possibile, soprattutto in un momento che bisognava anche decidere il come dirlo davanti a voi.
Soprattutto, il passare da un discorso all'altro non prendendo più in considerazione il primo pensando di essermi inventato tutto sinceramente il termine giusto è che sono del tutto disgustato.
Avete fatto partecipe di questo dibattito familiare anche chi non poteva porre giudizio ne tantomeno criticare la questione sminuendo il mio, in un discorso senza senso, prendendosi gioco di me e dei miei sentimenti.
Mi fate schifo.
Se si descrive una situazione del genere c sono diversi momenti e modi invece ad ogni minuto qualcuno c parlava sopra al mio discorso e dopo un po', parlando di quando avevo sei anni, poi 21 e poi 12 si è fatta confusione.
Era ovvio.
In un momento soprattutto ( visto che volete dare potere alla cosa in questione nei miei riguardi in ogni occasione non dimenticate di farlo) posso dire che mi porta via le parole e mi aiuta a passare oltre al pensiero per un istante circa,  piuttosto che farne di nuovi.
Perché con 10 persone davanti pensavate di sapere la realtà e soprattutto nn avete inteso che era invece un modo per ridurre al nulla le mie parole ?
come  e perché ?
a qualcuno importava di più della conseguenza delle mie parole piuttosto che tutto il resto.
Ah certo, dimenticavo il vostro succo del discorso.
il fatto di essere di ''essere disagiato giustifica a pieno regime la mia voglia di attirare l'attenzione inventandomi cose per trarne beneficio in ogni situazione e luogo.
Certamente perché è proprio in questo genere di situazioni ke io faccio la raccolta fondi per tutti i vostri portoni per il prossimo weekend e soprattutto dopo il vostro discorso la prima cosa cosa ke avete suscitato è stato proprio quello.
Ma tranquilli a quello ci penso io.
Nn ho bisogno del vostro aiuto perché non c'è.
Ah già grazie al vostro aiuto ho pensato di poter passare 4 ore al giorno sui mezzi e devo dire che quasi sempre (cioè mai) tutti accorrono a volermi riaccompagnare a casa o scambiare qualche parola.
Ma a parte ciò che sono piccolezze,
ho passato il peggio da solo e ho cose più importanti da pensare piuttosto del giudizio dei familiari o degli altri.
Dopo i vostri vomiti del 25 aprile tutti si sono interessati talmente tanto  da voler approfondire la questione, che nn ho ricevuto più nessun messaggio o telefonata e sono talmente schifato nonché deluso per l'ennesima volta
dall'esempio che volete fare sembrare di famiglia che non c'è
che nn mi merito neanche più di dover spendere ore per innervosirmi o per essere messo da parte perché tanto '' lui è pazzo e si inventa tutto ''
Io vorrei poter capire a che pro abbia descritto o detto cose non realmente successe soprattutto in situazione come la mia dove preferisco nn avere rapporti e la vostra conoscenza non mi porta a nulla né di economico né di piacere se è questo ke volevate fare intendere.
Ma si io dò sempre la colpa a qualcuno ahahahah,mi diverto e sono completamente pazzo ed esaurito.
É troppo comodo,
per troppo tempo nascondere dietro un disturbo di una persona utilizzandolo come scusa per quello che dice e che fá
ma se preferite così va bene l'avete già fatto.
Soprattutto, avete visto quanto soldi ho recuperato?
Soprattutto non avete visto quante macchine e feste attrezzate ?
Soprattutto la mia voglia di esistere c'è l'ho solo al lavoro e in altri ambiti non più perché dopo quello che ho passato anche di salute intendo mi ritengo
''potenzialmente non adatto alle relazioni e alla socializzazione''
perché sono stato al riparo dalle emozioni che uccidono o entusiasmano perche ne ho percepito la paura di poterle riprovare.
Allora nn le voglio.
Le ho respinte e devo solo trovare il modo di poterle riapprezzare nella maniera corretta.
Ero distrutto emotivamente dal fattore salute che per fortuna non c'è più e adesso da quello personale volutosi in conseguenza a tutto.
Il lavoro mi dà la forza di potermi rivedere ancora una volta come me stesso.
Ma nn vi rendete conto che forse nn ci conosciamo abbastanza?
Visto le ultime, data la mia rabbia e l'inconcretezza del discorso che avete voluto farmi fare in un giorno che doveva essere di riposo e festa, ho deciso io per tutti, dimenticatemi, perché non dovevo già esserci e pensare di poter fare funzionare il lavoro con i vostri discorsi che rovinano il mio umore per settimane non è possibile, dimenticate di giudicare perché c'è l'ho fatta da solo e c'è la farò sempre
Sinceramente nn ho intenzione di rivedervi un'altra volta perché invece che aiutare, con i vostri discorsi di famiglia in coro avete peggiorato solo di più la situazione.
Soprattutto, vi volevo ricordare che piuttosto siete voi a fare parte di questa enorme bugia di famiglia che c'è solo quando muore o nasce qualcuno o ad ogni modo c'è un giorno di festa, una grande presa in giro per voi stessi che vi importava di più di chi volete fare sembrare di essere piuttosto che mettere a nudo voi stessi senza dover nascondere il peggio di voi che nascondendolo appare ancora di più.
Restate li che preferisco farvi un quadro che rimarrà immutato come voi nei secoli dei secoli perché sarete sempre perfetti e avrete sempre le cose al loro posto come fa Nicole Kidman in ''una donna perfetta'' e nessuno saprà in realtà mi nulla che non dovreste sapere perché è scomodo e soprattutto la realtà si rivela talvolta amara come un bicchiere di gyn a colazione,  preferisco starne fuori tanto voi siete perfetti, non è così ?

mercoledì 2 gennaio 2019

Un nuovo anno

Era arrivato finalmente il giorno
Un giorno di un anno nuovo
un giorno che poteva segnare la partenza verso un nuovo inizio
Un giorno che poteva sembrare logico, automatico e conseguente al prossimo
Che segnava la fine del disfacimento
La fine di tutto
Iniziare ripartire e ricominciare.
Ricominciare in un posto nuovo e affondare nuovamente radici in un posto dove non si era mai stati prima.
Per parlare con persone diverse
Per poter essere felici
Per parlare con chi non pensa di aver ragione

Distraetevi e leggete

Era mattina ma era come se fosse notte
Io non esistevo e mi sono sentito
Non so se c'ero
Non so se ero io o qualcun altro
Ho sentito un lamento tormentato.
Era terribile.
La fine dell'esistenza si distrugge sulla tua parte di cuore più calda e la spegne come una candela affogata nel sangue e in un attimo si spegne si elimina e si scioglie su quel poco di coscienza buona e cara che ancora ti è rimasta.

Qui iniziano i sogni, con le speranze del domani.

lunedì 20 agosto 2018

Deviazioni

Tante volte vorrei non essere,
Oppure non esserci.
Non esistere.
La forza è all'apparenza.
Il male e l' incapacità di vivere,
racchiusi dentro di sé.
Il sentirsi inadatti a vivere.
E passare un momento,
dove il vivere non c'é.
È così facile capirlo.
È così difficile da cambiare.
È come un mare.
Si muove sempre.
Ma sempre lì rimane.
Ti fa stare male.
Ma sembra non esserci,
altra via che quella.
Comprendi così tanto i sentimenti,
Da non volerne più sentire.
Ti cercano,
li escludi.
Ti vogliono,
li cacci.
Li vuoi,
cambi idea.
Come cambiare il non voler essere,
ed essere tutto quello che volevi, subito.
E quando hai finito.
Sei inutile e anche inopportuno.
Altroché, sei l'inutilità in persona.
E il voler sbocciare fuori da quel destino
che ti crei da solo si fa' sempre più vivo.
Lo provi e ti osservi come fossi un bambino.
Un bambino che fa tutto perfettamente,
a parte che è pur sempre un bambino.
E i bambini non sono adulti
e non dovrebbero sostare così a lungo dentro di te.
Perché tu meriti di piu,
meriti di essere adulto
perché ormai lo sei,
e non si torna indietro.
E allora nei panni di un bambino,
la soluzione è escludere il problema.
Senza vivere.





mercoledì 20 giugno 2018

La vita è fatta di momenti stupendi e di momenti terribili e noi tutti siamo qui per viverla.
Viverla assecondando il problema, o viverla passando oltre.
A volte il nervoso c'è.

Troppe volte il nervoso c'è.
Troppe volte il nervoso ha vinto.
Troppe volte io ero il nervoso e nient'altro.

La vita c'è, la vita finisce.

Ma tu eri di più.

Una gioia di sole colorato, luminescente e vincente,su tutto, anche sulle peggiori cose.

Facevi vivere l'invivibile ai disgraziati  sorridendo e nel frattempo rasserenavi l'animo dei vinti e dei deboli di polso.

Eri una donna ma con la forza di un uomo.

La tua risata, le tue parole i tuoi gesti.
Tutte cose uniche, tue e singolari al tuo essere speciale.

Eri la vita degli invisibili e la guida dei persi di mente.

Quella dolce aurea, lunatica, quasi pazza e supercolorata.
Altroché.
Non avevi bisogno di investire il tuo tempo a colorarti i capelli intorno a te, anche se li avevi neri eri il bianco, la purezza.

Avevi rivali, ma nn t conoscevano abbastanza da poter accettare l'idea che eri speciale per davvero.

Come convertire un sole rosso quasi musulmano , a una profonda luna blu induista.

Ecco che ci si stufa a concedere le proprie energie agli inutili e i mentalmente poveri di emozioni.

Ecco che quasi chi portava la luce si spegneva pensando tanto non mi meritate perché son quasi sprecata qua, volgendo al termine della sua missione aprendosi le porte di un posto fantastico e super colorato da dove lei era provenuta.

Era voluta volare via come un angelo bianco verso un posto dove solo pochi possono accedere, chiamato paradiso.







giovedì 19 ottobre 2017

Una parentesi 7.13

Quando il tempo passa,
passa anche la voglia, di tutto, e anche di tutti.

Il lavoro cambia, si rigenera, si interpreta, si condivide.

Ormai ti avevo scelto quasi come una guida,

quello che forse mi è stato negato di avere in passato.

e finalmente ti avevo trovato.
La guida stessa mi mandò via,
anche se difficilmente ti dimenticherò.

Il lavoro è passione, e se la passione la condividi,
escono le meraviglie.

Fa niente, alla fine non ho bisogno di nessuno.

Sarebbe troppo facile e non mi piacerebbe,
 anche se devo dire che il tuo percorso non faceva una piega,
 e che per giunta rimasi quasi affascinato.

Fa niente, non voglio niente e nessuno,
vorrà dire che rimarrò affascinato da me,
solo e soltanto, unico, incorreggibile,

Eskil.

Come dipingere un'inverno di nero.

Ero li.
Avevo sei anni circa.
Vedevo solo il pavimento con gli occhi puntati verso il basso.
Si sentiva nell'aria come l'odore del mattino in montagna,
 la legna e l'erba intorno erano ricoperti da una brina cristallina e anche se non la vedevo, la immaginavo.
La luce era fioca e qualcuno si sentiva: l'avanzare del passo deciso, forse troppo deciso,
sicuramente indossava uno stivale.
All'improvviso tutto cessò di esistere e in un attimo ero in piedi sul letto, qualcuno o qualcosa mi stava fissando, occhi gialli luminosi e nasi da troll, quasi si confondevano da quanto erano vicini fra loro, nel mentre alzavo lo sguardo come per sforzarmi di guardare piu in fondo a quel muro della camera che si era trasformato in un anfiteatro si intravide una sagoma.
Era come se quei piccoli osservatori si fossero uniti tra loro, c'era solo buio, ma erano spariti.
Invece no.
Alzai gli occhi al soffitto e vederli ancora, piu grandi, piu gialli, più inquietanti.
Il male mi travolse, e assieme a quello anche la coscienza, probabilmente ero svenuto.

Come dipingere un'inverno di nero,
 che solo di nero sa esistere dentro di te,
 anche quando eri una luce.

Aprile,
 una nuova famiglia, una troupe colorata ed elegante allo stesso tempo,
 io appena rientrato nel club dei single,
 pulito,
ero a dir poco molto soddisfatto del risultato ottenuto.
3 traslochi, 3 posti diversi in 3 mesi,
le spese e i debiti quasi tutti saldati.

Mancavi solamente tu.

Del resto le amicizie le avevo eliminate, o meglio dire selezionate.

Da soli è perfetto,
ma non sono fatto per poter passare il tempo libero da solo, e dato che con gli amici il tempo libero si passava male avevo preso in considerazione l'idea di andare oltre.

Mi sentivo inutile al di fuori del lavoro, volevo un compagno.

Infatti mancavi solo tu,
e poco dopo averti conosciuto,
mi mancò tutto quanto insieme.

Lavoro,
 persone,
 sentimenti.

Eri solo tu,

eri apparso come un miraggio,
sembrava che le emozioni ti colassero dal viso come l'acqua sotto la doccia ti scivolava addosso per infrangersi per sempre sul fondo.
Ero io il tuo lui, tante volte lo ripetevi.
Io ti credevo,
eri la cosa piu bella e dolce che mi potesse capitare in quella notte che ormai si spegneva troppo in fretta con le prime luci dell'lba,
erano già le sei, ed ero ancora lontano dal lavoro.

Dovevo fare colazione,
imboccare l'autostrada ed arrivare a fuoco in negozio, come sempre del resto.
Ah che sciocco! Non mi ero reso conto.
Lui aveva già preparato la colazione,
era un Re per me in quel momento.
C'era un bel cappuccino e la brioches con tanto di mio nome sul fazzoletto,
non potevo non farla, era troppo carino come presentazione.

Non dovevo andare al lavoro mi continuava a dire.
Io lo guardai come per scherzo gli chiesi se era davvero sano di mente.
E lui rispose che non c sarei arrivato comunque quella mattina.
Mi voleva sequestrare.
Gli risposi uscendo che avevo gia passato abbastanza tempo nel suo bunker e che ero pronto a replicare.
Arrivai in negozio,
non trovavo i bottoni della camicia,
 entrai in bagno a controllare: non c'erano bottoni, era assurdo.
Pensavo di averla messa al contrario, toccai dietro la schiena: nessun bottone.
Ah già nel frattempo ero tornato anche biondo e allora li capii.
Cercai di nasconderlo, ma era inevitabile.
Sopratutto, abituati al mio carisma, ritrovarmi a dire le lettere delle parole piano per paura di non rimbalzarle e storpiarle  in un puzzle di frasi che avrei avuto difficoltà a comprendere io stesso.
Ci riuscivo, ma avevo un pò troppo la voce da uomo. (ahahaha).

Ecco perchè a volte è meglio saltare la colazione.
E se qualcuno che te la offre,
 dice che non saresti arrivato al lavoro quel giorno vi prego non andateci.

Lavoro saltato.

Eri solo tu a potermi far dipingere,
il mio amato inverno,
di nero,
e quando pensavo di poter averti per sistemare tutto, fu allora che persi tutto.

















lunedì 20 febbraio 2017

Chi ti ama non t lascia nemmeno se glielo chiedi.

E io ke dovevo svuotare il portafoglio per fare finta di non vederti e non immaginarmi in quella prigione che chiamavo casa.
Alla fine avevo pensato di farmi i cavoli miei da solo e di rendere nota questa cosa, anche se non ho avuto dei grandi risultati, cosi poi è sfociato nel voler inserire un terzo.
Sempre diverso, non poteva mai essere lo stesso.
Penso che tu sia stata l'unica persona con cui abbia dovuto ricorrere a un'eventuale piazzata con tanto di piatti rotti e pazzia perfettamente recitata..
Eh già, non c'è due senza tre.
Era a dir poco sconvolgente, va bene tutto, ma siamo fidanzati.
A mio avviso non trovo nulla di sconvolgente, se nonchè il fatto che uno dei due era il mio compagno.
Va bene finchè si è single, non mi fa impazzire come cosa, ma non c trovo nulla di male, tutto quello che uno poteva trovare disgustoso, con mille pregiudizi per il cervello lo dimentica quando apre le porte di quella casa che si chiama PIACERE.
Esatto ma il punto è: io vorrei convivere con una persona con la quale poter condividere qualcosa di piu del piacere stesso.
Certo, c'erano ben altre cose a legarci, molte, ma su quella piu importante alla fine non c'è stato piu modo di poterne parlare perchè erano i miei atteggiamenti a parlare da soli, ma questo non è successo perche è colpa tua, è stato cosi da parte mia e basta.
Capisco il dispiacere.
Non sei l'unico a soffrire, non eri il mio portalettere e credo anche di avere una certa sensibilità che mi ha portato a rimandare piu volte la questione, ma alla fine tutti i nodi vengono al pettine, e come ti dissi già un anno fa, piu avanti si va e peggio sarà dopo.
Ma che cazzo ne sà la gente?
Ah giusto. 
Lo sanno quelli come alessandro che facendosi ogni giorno della sua vita si permette di descrivermi come un tossico.
Certo come no!
Per me può esserci la cosa x un periodo o per comunque divertirsi saltuariamente anche in quel modo.
Quelli come lui nn possono capire la differenza perché si fanno perché devono farsi,  e possibilmente da soli, isolati.
Al rogo ! Eh già!
L'ho desirato cosi tante volte che bruciasse che mi ero dimenticato ke non è possibile, perché lo è già bruciato e nonostante questo rimane vivo...
Comunque mi dispiace molto aver abbandonato il mio storico collega di Torino, in quel negozio bellissimo, che per così dire pare piu un centro di salute mentale.
Avete capito bene, in quel negozio penso sia stato l'unico dove il mio tono di voce è stato parecchie volte troppo alto.
Pazienza lo inserirò nella lista dei possibili candidati al guinness world record del 2016.
Con il mio ex collega avevo un'intesa favolosa ma ne avevamo passate tante, forse troppe anche se nonostante le situazioni bizzarre e i mille impedimenti riuscivamo comunque a ritagliare degli attimi di felicità e divertimento durante il lungo orario di lavoro.
Torino è una città meravigliosa, si spende relativamente poco per l'affitto, ha delle piazze e dei monumenti che potrebbero lasciare a bocca aperta anche un romano o un fiorentino, penso che non abbia nulla da invidiare ad altre città, unico problema se non ci sei nato non puoi rimanerci.
Così dicono, sarà la città stessa a mandarti via, e cosi è successo.
Un 2016 che non poteva essere peggiore, anche se da questa esperienza che ho vissuto potrei tirar fuori dei lati positivi che dovevo ancora comprendere nella mia vita.
A volte sbagliando si impara, e forse se dovessi tornare indietro rifarei tutto uguale, piangendo, ridendo,sognando.

martedì 13 settembre 2016

Il pirata

Aveva negli occhi il colore del sesso e l'espressione di un guerriero.
Aveva in bocca le parole di un bambino confuso e impaurito dai troppo pensieri, suoi e degli altri.
Era li, approdato alla riva di una spiaggia sconosciuta, lì si doveva svolgere uno spettacolo di luci, colori ed emozioni.
Non c'era mai stato un raduno cosi numeroso, arrivavano persone di tutti i generi e colori, ma lui era diverso,  la sua follia era sbocciata tanto quanto sarebbe diminuita una volta andato via.
Si stava benissimo.
La musica si fondeva con il piacere come l'acqua del mare scorre spostando la sabbia.
Ero cosi contento nel poter accogliere la sua richiesta che vagava in mezzo alla sua mente senza poter uscire a tal punto  che decisi di tramutare in parola il suo desiderio.
Ma fui ingannato, lui era un pirata, prosciugó l'oceano con le fiamme e il suo galeone diventò un carro armato.
Tutte le belle sensazioni colorate bruciarono in mezzo alle fiamme gridando, e una volta distrutto tutto, si chiese se era davvero la cosa giusta che avrebbe dovuto fare.
Rimase solo una distesa arida e incolta, di color grigio - nero, ma dentro di me portavo ancora la melodia e il colore della notte.
Nonstante il fuoco mi avesse indebolito, e la cosa migliore che potevo fare era scappare, decisi di rischiare.
La situazione era pericolosa, il pirata in qualsiasi momento avrebbe potuto bruciarmi, ma nn lo fece.
Come un contadino sparsi quel poco di musica e colore che mi era rimasto in quella terra che ospitava ormai solo cenere, l'oceano ricomparse, e insieme anche i colori e cosi anche le emozioni che abitavano in quel posto.
Il pirata rimase sorpreso e felice dal mio gesto, si dimostrò abile nel navigare quelle acque cosi calde, così colorate, anche se lui affermò più volte di non essere esperto in acque del genere, cosi colorate, così imprevedibili.
Cresceva la notte, e la melodia, per un po' decisi di restare poi abbandonai lui e quella musica bellissima che si era impossesata di me.
Il pirata mi salutò, forse spazientito, forse pensieroso, o forse non voleva pensare, decise di rimanere su un isola.
Non era un'isola come le altre, quando decisi di far risplendere i colori e la musica sulla cenere, solo metà dell'isola fiorí  come prima, nell'altra parte rimasero solamente il fuoco e la cenere.
Il pirata decise al mio abbandono di bruciare l'altra metà dell'isola rimasta fiorita, conservandone solamente un piccolo pezzo che gli sarebbe servito nel caso avesse voluto dare vita ancora una volta a quei colori che aveva deciso di eliminare per far spazio ai suoi.
E così rimase lì nellisola di fuoco e cenere, circondato da quell'oceano multicolore che solo ogni tanto osservava pensieroso assieme a quel piccolo pezzo di gioia e colore che aveva voluto conservare.

giovedì 7 aprile 2016

Elastico

Passiamo tutta la vita a rinunciare per paura di provare, poi provi ma in quel momento ti sembra di arenarti, per di più  con l'impressione che tutto sia una presa in giro.
Tanto siamo tutti fighi alla fine.
Che brutti pensieri, sto perdendo tempo o è meglio investirlo?
Proviamo e allora la prossima volta dirò qualche fesseria fingendo di essere ubriaco.
Ma tanto non lo sapremo mai.
Da ubriaco fingi la stronzaggine che non ti appartiene?
Magari è una farsa.
Intanto viviamo perche tanto non mi fermeró solo davanti a te.
Pero dai non posso nemmeno essere catastrofico....
Ma lo devo essere altrimenti non sarei io.